Episodio 2- Circolazione

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Come circolano i saperi e che cosa accade quando attraversano lingue, culture e territori diversi? Attraverso il racconto delle azioni intraprese dal cantiere Parkour, questa puntata approfondisce il tema della circolazione culturale a partire dalle tracce del mondo arabo-islamico e mediterraneo conservate nei musei, nelle biblioteche e nelle collezioni della città di Bologna. Un racconto che intreccia saperi in movimento, vicende storiche e attraversamenti culturali che continuano ancora oggi a lasciare tracce nella città.

Show transcript

00:00:13: Vedremo poi inoltre anche due manuscritti.

00:00:13: Uno è

00:00:13: il famoso Kitabat eb di Avicenna,

00:00:16: Avicena

00:00:17: è

00:00:17: uno dei più grandi medici della sua

00:00:20: epoca e avrà un ruolo fondamentale nel passaggio della conoscenza medica dal mondo arabo persiano e medioevo europeo.

00:00:29: Vive tra le decime e il XIX secolo.

00:00:31: scrive un arbo perché è l'arbo che la lingua prela cultura, non solo quella religiosa ma anche quella scientifica

00:00:37: un po' così come il latino lo era nell'ambito.

00:00:41: Questo viene

00:00:41: tradotto in latino intorno al bravo ad essere studiato nelle università europee.

00:00:48: fino a il mezzo del XVI

00:00:50: secolo quindi per quattrocento anni c'è stata

00:00:54: in gran modo testo, alfagani e bene anch'esso tradotto nel latino.

00:01:13: diventa

00:01:14: questo di base per la conoscenza

00:01:18: scora oggi delle stelle

00:01:19: conosciute anno nuovo persiale Dante Liegueri, quando parla di estromia nel convivio così come nella commedia usa i

00:01:29: dati presi e l'informazione

00:01:30: prese appunto dal fargaglio.

00:01:33: Di due esempi

00:01:35: la circorrazione continua attraverso il Mediterraneo tra il Barobersiano

00:01:41: e il

00:01:41: mondo ledevale latino.

00:01:43: non vi è una barriera o muro di separazione in relazion al passaggio della cultura.

00:01:49: Vi è una continua osmotica

00:01:51: collaborazione tra un mondo, appunto quello Arabo e Persiano che in questa fase storica è certamente la manguarda a un punto di vista scientifico.

00:01:59: E Bologna chiaramente con la sua università e poi con i suoi collezionisti è stato uno degli ab principali in queste geografie centrali

00:02:08: di questo travaso culturale tra un Mondo Libri oggetti mappe e manuscritti ma anche persone lingue idee e modi di guardare il mondo.

00:02:26: La storia delle culture è da sempre una storia di attraversamenti, traduzioni e contaminazioni.

00:02:32: Eppure molto spesso continuiamo a immaginare le culture come mondi separati, chiusi ed immobili.

00:02:39: ma davvero le culture hanno dei confini netti?

00:02:43: Come circolano i saperi?

00:02:45: Come si trasformano quando attraverso nun lingue luoghi e generazioni diverse?

00:02:50: e cosa accade quando oggetti apparentemente lontani diventano parte della storia ed dell'identità di una città?

00:02:58: In questa puntata attraverseremo musei, collezioni e vicende storiche per raccontare Bologna come uno spazio d'incontro, scambio e circolazione culturale.

00:03:17: Questo è Parole in Transito un podcast promosso dal Dipartimento di lingue, letterature e culture moderne dell'Università di Bolognia nell'ambito di trasformazioni Un progetto di ricerca, che costruisce tape nuove pratiche di ascolto del territorio e racconta la città mettendo al centro le parole, le lingue e le esperienze di chi la vive per leggere le dinamiche culturali e sociali che l'attraversano.

00:03:50: Al centro ci sono i cantieri, spazi di lavoro partecipato e di coprogettazione con le comunità locali in cui si osservano i cambiamenti in atto.

00:03:59: Si raccolgono storie, linguaggi ed punti di vista diversi e si prova a far emergere bisogni, tensioni e nuove possibilità.

00:04:07: Questo podcast nasce proprio da qui come spazio di ascolto e restituzione delle pratiche dei cantieri un modo per raccontare ciò che accade ma anche per interrogare il modo in cui lo raccontiamo.

00:04:30: Perché il pensiero nel corso della storia ha continuato a circolare indipendentemente dai confini geografici, politici o religiosi?

00:04:39: È una domanda che emerge osservando le traiettori di figure come Avicenna o Alfargani, studiosi i cui testi hanno attraversato lingue, territorie e secoli contribuendo a trasformare il sapere ben oltre i luoghi in cui erano nati.

00:04:54: La circolazione delle idee lascia tracce materiali come libri, oggetti, mappe e strumenti scientifici.

00:05:02: Tracce che spesso abitano luoghi che attraversiamo ogni giorno senza conoscerne fino in fondo la storia.

00:05:08: È attorno a queste idea di movimento ed trasformazione del sapere che si è sviluppata l'azione del cantiere parkour un percorso interculturale costruito per seguire le connessioni tra Bologna e il mondo araboislamico e mediterraneo tradotto poi in una serie di visite aperta al pubblico tra musei, biblioteche e collezioni della città.

00:05:30: Ma perché proprio questo nome?

00:05:32: Lo abbiamo chiesto a Giulia Aiello, docente di lingua e letteratura araba dell'Università di Bologna.

00:05:37: è parte del team di progetto

00:05:41: Parkour tra l'espirazione proprio dalla disciplina del parkour e della disciplina sportiva che è nata in Francia negli anni ottanta, che è una disciplina caratterizzata sicuramente dal movimento, dall'idea di agilità, di salto sia nello spazio ma metaforicamente anche nel tempo.

00:06:02: È un parkour culturale tra luoghi oggetti e

00:06:05: storie

00:06:05: alla scoperta proprio delle tracce della

00:06:07: cultura

00:06:08: e della storia araboislamica e mediterraneo ottomana nella città di Bologna.

00:06:13: L'obiettivo era quello proprio di rendere la cittadinanza partecipe, e mostrare come il rapporto tra Bolognia ed il mondo arboislamico sia stato un rapporto antico ma anche continuo costante nel tempo.

00:06:27: Spesso immaginiamo la nostra cittata come distante o... comunque diciamo è strana a queste connessioni che tendiamo ad associare piuttosto al sud Italia, penso per esempio alla Sicilia oppure a grandi città marinari come Napoli oppure Venezia.

00:06:43: In realtà anche Bologna ha intrattenuto nel corso dei secoli numerosi rapporti commerciali, diplomatici e culturali con il Mediterraneo meridionale contribuendo quindi a uno scambio molto più intenso e articolato di quanto si pensi.

00:06:58: Quindi a partire da questa consapevolezza sono state proprio pensate e studiate le tappe

00:07:03: del percorso

00:07:04: che ha coinvolto tre luoghi fondamentali Il Museo Civico Medevale Palazzo Poggi e la Biblioteca Universitaria.

00:07:11: Qui sono conservati oggetti e testimonianze molto preziose.

00:07:16: Spesso giunti a Bologna attraverso donazioni, scambi anche attività di compravendita.

00:07:24: Ma la circolazione di cui parla parcura non riguarda soltanto gli oggetti, i manuscritti o i percorsi costruiti dentro i musei.

00:07:32: Riguarda anche le persone che attraversano questi luoghi oggi, gli sguardi con cui osservano queste collezioni e il modo in cui ciascuno riconosce o riscopre parti della propria storia dentro quella della città.

00:07:46: È una circolazione che diventa anche culturale, cognitiva, perfino identitaria.

00:07:52: Come ci racconta Marco di Michellis, ricercatore di storia del mondo islamico e del pensiero islamica all'Università di Bologna è referente nel cantiere.

00:08:01: Circulazione non è solo attribuibile a parkour in quanto espressione di un percorso analitico conoscitivo di un oggettistica presente in vari musei dell'area urbana bolognese.

00:08:18: La circolazione è anche quella delle persone che vengono a visitare questi musei e che magari sono cittadini italiani d'origine araba, di seconda terza quarta generazione e che visitando questo parkour culturale scoprono riscoprono come questi oggetti siano molto legati alla propidentità, ma siano anche legati a quella del paese in cui hanno deciso di vivere.

00:08:47: La nostra idea è quello di viaggiare per Bologna in tre diversi posti e andare a vedere come il

00:08:54: mondo

00:08:55: arabum sul mano, il mondo Arabum Mediterraneo è presente

00:09:00: a Bologno,

00:09:01: è presso come presente in Italia

00:09:02: da millenie

00:09:04: nonostante

00:09:05: si sia

00:09:05: creata

00:09:06: un'idea

00:09:07: generale di due mondi completamente separati, lì un'Oriente e un Occidente divisi che non si sono mai incontrati.

00:09:13: oche quando si incontrano

00:09:14: si

00:09:14: scontranno ed entrano in conflitto tra loro.

00:09:17: Questo museo insieme a Palazzo Pogge la biblioteca università di Bologna invece mostrano come ci sono stati dei continui di scontri bellici ma anche soprattutto scontre pacifici e commerciali

00:09:31: tra il mondo, quello che chiamiamo il mondo argomusulmano

00:09:34: e il mondo

00:09:35: europeo

00:09:36: e cristiano.

00:09:38: Partiamo

00:09:38: oggi dalla collezione del museo civico una collezionale che si costrisce nel tempo e che ingloba tutta una serie di collezioni diverse.

00:09:49: La voce che abbiamo ascoltato è quella di Matilde Cobelli, una delle studentesse coinvolte nel cantiere parkour come guida.

00:09:57: Le visite sono nate da un lavoro di preparazione condiviso tra docenti di arabistica e un gruppo di studenti e studentesse.

00:10:05: Insieme hanno approfondito le collezioni, i contesti storici ed le connessioni tra gli oggetti conservati nei musei della città per poi accompagnare il pubblico in un percorso di visita proposto per quattro sabati, tra marzo e aprile.

00:10:21: In una delle lezioni preparatorie Marco De Michellis sintetizza così il senso del percorSO.

00:10:27: noi vedremo, facendo un risultato dell'oggettistica di matrice islamica e di fattura islamico dei quadri al museo Poggi, il Museo dell'Università che sono quelli che raccontano una storia degli eventi storici molto precisi e specifici e poi dei manuscritti dalla biblioteca universitaria che anche qui raccontono delle storie.

00:10:52: ogni singolo mano scritto ha una storie importante seguire un filologico, quindi l'inquadramento iniziale è che ogni oggetto e a Bologna perché ha fatto un percorso per arrivare.

00:11:09: La gran parte di questi oggetti non sono frutto di ruberie, di depredazioni,

00:11:17: di

00:11:18: iniziative coloniali o colonialiste ma sono frutto di scambi diplomatici di regali, di collezioni che sono legate a dei collezionisti.

00:11:33: Di oggetti che non si sa come perché ho stati trovati.

00:11:48: Il primo oggetto che voglio mostrarvi è questo porta-penne, un porta penne di fatto magnifica che si stima costasse come uno stipendio di un insegnante in Moschera, che ovviamente non è pagato come gli insegnanti oggi in Italia ma avevano degli stipendi molto molto alti ed erano considerate le persone più colte della comunità e solamente loro potevano permettersi un oggetto di tale fattura oltre a che ovviemente ha i miemi della Corte e ai sovrani.

00:12:19: Dietro molte di queste collezioni ci sono figure che hanno trasformato il viaggio la diplomazia e la curiosità intellettuale in occasioni di studio e conoscenza.

00:12:29: È il caso del bolognese Luigi Ferdinando Marsili, che all'inizio del Settecento contribuì a rilanciare l'Università Bologniese attraverso un importante lascito dimano scritti all'Academia delle Scienze da cui nascerà poi la Biblioteca Universitaria di Bologna.

00:12:46: Ma certamente l'approfondimento relativo a questo edetico ci ha fornito nuovi spunti di riflessione sia sui singoli, sia sul loro percorso per giungere a Bologna e in questi musei.

00:12:58: Alla base c'è sempre la volontà umana che può vedere in maniera più superficiale l'esotico come qualcosa di immediata vendita, di qualcosa di attraente che può avere un mercato.

00:13:11: Allo stesso tempo c'e anche chi ha visto come il Marsini nel suo collezionismo dei testi di manuscritti provenienti dai Stambul o da Budapest un futuro accademico diverso in un momento storico in cui l'Accademia Bolognese era in profonda crisi che per la quale aveva la necessità di donare dei libri, dei testi, dei manuscritti in lingua araba e in turco ottomano affinché la ricerca, la scientificità alla ricerca epistemologica potesse riportare lustro importanza prestigio al centro universitario bolognense.

00:13:46: Le ragioni del per cui?

00:13:48: ci sono questi, questi oggetti sono sicuramente molto vari e molto ampi che quindi comprendono sia un concetto estremamente univocamente monetario e monetizzabile da quello invece in relazione ad una prospect.

00:14:18: ma

00:14:20: insieme agli oggetti, a circolare nei secoli sono state soprattutto le idee perché il pensiero come ci racconta Marco de Michellis difficilmente resta fermo.

00:14:31: La capacità di punire il pensiero è sempre stato limitato.

00:14:35: Noi abbiamo esempi storici da Galileo Galilei a vari forme d'inquisizione, ma solitamente il pensierro non è mai... stato facile metterlo in carcere e soltamente.

00:14:49: chi muore per scelte relative ad aver supportato un'idea, una ideologia, una novità anche se muore fisicamente.

00:15:00: Anche se muori in carcere ci sono poi altri che ne prendono le radici culturali e le portano in nuove dimensioni fino a quando poi questo pensiero emergerie emergerà dando nuova vita e nuove prospettive analitiche alla sua origine.

00:15:31: Da mio avviso c'è stato un buon collegamento tra quelle che sono i reperti, diciamo insensolato a disposizione nei vari musei della città di Bologna che indicano che c'e stato comunque un profondo sempre contatto e scambio e che l'abbiamo visto sia nelle opere del Museo Medievale, che sono molto molto ricche eccetera ma anche in tutto quello che è uno studio della cultura araba che per certi aspetti ha anche anticipato comunque affiancato quella che è stata la cultura europea nelle sue varie smuature.

00:16:07: Anche i testi che abbiamo visti sono sicuramente interessanti perché il fatto che abbiano tradotto molti scrittori arabi hanno tradotto loro direttamente al greco prima che lo facessero gli europei ha consentito anche di è

00:16:34: stato

00:16:34: davvero affascinante scoprire la presenza e l'eredità della cultura araba all'interno del patrimonio dell'Università di Bologna.

00:16:41: Prima di questo tour non mi rendevo conto di quanto fosse significativa a Bologna e grazie alle spiegazioni del mediatore ho potuto guardare oggetti che avevo già visto altre volte da una prospettiva completamente nuova.

00:16:52: Erano gli stessi oggette ma raccontavano una storia diversa, da cui possiamo ancora imparare molto.

00:16:58: Penso che

00:17:01: sia stata un'esperienza estremamente formativa dal punto di vista non tanto nozionistico nel senso Adesso io so A, B e C. Avevo dal punto di vista dell'arricchimento di quello che ti può portare questo modo di concepire il mondo non in una sola maniera.

00:17:24: ecco In più un mondo che sia il frutto di una commissione di culture e d'identità.

00:17:34: quindi credo che questa sia la cosa Ho percebito maggiormente da questo bellissimo evento.

00:17:41: Forse è proprio questo che il Cantiere Parkour prova a mostrare, che le culture non sono mai state mondi chiusi e separati e che anche un manuscritto o un oggetto o una collezione conservata in un museo possono raccontare molto del passato ma anche del nostro presente ed il luogo in cui viviamo.

00:18:00: è stato molto interessante sicuramente vedere anche il feedback tra i vari participanti e soprattutto nell'ultima visita che abbiamo fatto di una giornalista che era, credo interessata anche a scrivere un articolo ma che alla fine si è dimostrata anche molto interessato a tutta la cultura anche araba.

00:18:18: È stato che c'ha chiesto se fosse stato possibile effettivamente iscriversi ad un corso di arabo.

00:18:34: Parole in transito è un podcast promosso dal Dipartimento di lingue, letterature e culture moderne dell'Università di Bologna prodotto da Articulture scritto da Stefania Marconi con suo maiee Hagnegador la voce dello studente che ha partecipato alle attività del cantiere ed i Francescolo Brutto.

00:18:53: io sono Cristiana Raggi la voci narrante che vi ha accompagnata in questa puntata.

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